La disabilità a Torino deve essere una responsabilità da trasformare in risorsa

Il Popolo della Famiglia si fa carico di chi ha più bisogno per valorizzare ogni persona

Parlo per esperienza, visto che ho un nipotino diversamente abile al 100% che ha spesso problemi di salute. Naturalmente riceve una pensione d’invalidità ma chi la percepisce sa che essa non è sufficiente per le esigenze che si presentano. I servizi a loro dedicati sono assolutamente da rafforzare e migliorare. È stato operato diverse volte e spesso si corre in ospedale perché solo farmaci per via endovenosa possono fermare la sua patologia. Ma oltre il danno, anche la beffa, perché questi episodi non accadono continuamente e così l’assistenza domiciliare non si può attivare in modo permanente. A pagamento si trova la via d’uscita, ma per queste persone fragili un percorso è assolutamente da trovare a carico dello Stato. Se non vengono protetti loro, chi deve esserlo?

Tramite i servizi sociali ci si può far aiutare con una “tata”, ma la normativa è poco chiara perché parla di passaggi e non di ore. Questo è un elemento determinante, perché: come si stabilisce il tempo? C’è un accordo tacito tra genitore e aiuto alla famiglia basato su ore. Chi usufruisce di questo servizio sa di cosa parlo! Ne abbiamo cambiate tante di “badanti” perché molte erano incompetenti. Per non parlare delle tante ore da recuperare. Anche questo è un aspetto da rivedere perché il bonifico di ben 400 € arriva comunque, che esse vengano o meno. Il metodo di pagamento non può essere automatico, si può pensare di lasciarlo gestire ai genitori e saldare chi assiste in proporzione a quanto lavora o sospendere il pagamento se non effettua la prestazione lavorativa.

Altro tasto dolente è la scuola: fino a quando andava in un istituto paritario cattolico, sia nelle elementari che nelle medie, lo seguiva l’insegnante di sostegno e mangiava a scuola; poi il pulmino lo riportava a casa. Anche al mattino vi era questo mezzo di trasporto affidato ad una cooperativa.

Sarebbe certamente di aiuto se si pensasse di attivare le classi superiori perché la sua attenzione è medio/alta e potrebbe seguire con successo. È opportuno investire nell’educazione dei figli, visto che saranno gli adulti del domani. Per la sua delicata situazione di salute si preferisce non farlo stare tutto il giorno a scuola, ma, per chi non avesse problemi in tal senso, questo sarebbe un aspetto interessante da valutare.

Adesso che ha sedici anni, quando può, va in un Istituto tecnico pubblico, ma l’attenzione che c’era prima ora è assente.

Quando si tratta di categorie protette, l’attenzione deve essere massima, se uno “Stato di Diritto” non cura loro come può farlo per noi che non abbiamo difficoltà? La situazione della Nazione si sta sgretolando sotto ogni aspetto. Questo vuol dire che chi amministra non lo fa come un tempo, quando l’Italia era al 5° posto nella classifica mondiale e la gestione della cosa pubblica era certamente di tutto rispetto!

Il 3 e 4 ottobre il mio voto lo darò al Popolo della Famiglia, perché è l’unico partito che ha ancora a cuore i valori che sono al centro della famiglia. L’individuo è considerato una persona e non un’identità digitale in un mondo che sta diventando sempre più un’intelligenza artificiale dove ciò che conta è renderci consumatori perfetti provvisti di bar code. Se avete a cuore il bene dei figli, anche di quelli meno, apparentemente, dotati, mettete una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia.

Raffella Petrarulo

PdF-Torino

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