Quando la vita scorreva alla velocità “della luce”, la casa era diventata un albergo. Ognuno aveva mille impegni, hobby, incontri, e in casa ognuno arrivava in tempi differenti a mala pena ci si riusciva a salutare perché qualcuno rientrava anche nel pieno della notte.

Ci si definiva famiglia sull’anagrafe, forse, ma nella realtà eravamo tanti singoli individui che appena avevamo un po’ di tempo da condividere insieme, magari un pranzo la domenica, quando non c’erano gare, incontri, ecc. si finiva per litigare. C’era un problema di comunicazione che abbiamo attribuito più volte a errori nell’educazione, a caratteri spigolosi, a mancanza di tempo, ecc, ecc.

Famiglia si era nelle feste, quando era il tempo dei selfie, per un compleanno, una sorpresa, rare le occasioni in cui si riusciva a essere tutti insieme perché c’erano sempre degli interessi diversi da seguire e non c’era il tempo mai per l’altro.

Quanti pensieri, quanti errori, quanti rimorsi, quanti nervosismi, quanti attriti eppure sembrava non ci fosse una via d’uscita. A volte sembrava fossimo diventati tutti come dei topolini che tutto il giorno senza neanche pensarci, salivamo sulla nostra ruota e si scendeva la sera a notte fonda stremati.

Al lavoro, spesso, quasi scherzando, dicevo che mi sentivo il coniglietto di Alice nel paese delle meraviglie che correndo gridava: “Non c’è tempo, non c’è tempo” e affannosamente cercavo di adempiere a tutti i compiti della giornata.

E le settimane scorrevano dal lunedì al venerdì ad una velocità impressionante, ci si illudeva di concentrare tutte le cose di casa e famiglia il fine settimana che passava senza aver fatto un decimo di quanto programmato. E poi sveglie, timer, agende, tutto per non dimenticare i miliardi di impegni.

Ad un certo punto in tutto questo corri corri è arrivato un essere invisibile, un virus di nome Covid 19 che ha stravolto tutti i nostri programmi e ci ha catapultati in un mondo con tanto tempo e con una priorità: rimanere con la propria famiglia, senza poter abbracciare amici o parenti, uscendo solo e soltanto per le cose essenziali, mantenendo le distanze, parlando con le mascherine e indossando i guanti, ecc

Il Corona Virus ha stravolto tutte le priorità e le libertà, ma ci ha messo di fronte alla realtà per me più bella e fantastica che finora avevamo trascurato e non poco: la FAMIGLIA.

Adesso che nessuno può uscire, sei di fronte alla realtà che hai voluto e costruito, con i miliardi di limiti umani, ma hai il tempo di guardare tuo marito, di far da mangiare per i tuoi figli, di vedere un film, ascoltare una canzone, pregare, fare ginnastica in casa, giocare come bambini, leggere un libro, riflettere sulla fortuna di avere una casa, un calore intorno a te che tanti meno fortunati non hanno. Allora riscopri la bellezza della tua vocazione di mamma! Si avresti voluto fare la mamma ma non ti è stato concesso perché bisognava lavorare e portare lo stipendio a casa.

Proprio l’altra sera, riflettendo su questo, ho detto a mio marito, si potesse tornare indietro, farei una scelta differente, la mamma a tempo pieno di tanti bimbi. Non avremmo avuto la casa grande, dove ognuno ha la sua cameretta, ma forse non avrei mai avuto il rimorso di non essere stata presente e quindi di aver trascurato le vere relazioni, l’essenziale che adesso è difficile insegnare. Si il tempo è passato così velocemente che non si può più tornare indietro e spero che l’esempio possa trasmettere quanto non sia stata capace di fare personalmente in tutti questi anni.

Ognuno starà riflettendo su tanti aspetti e chissà se dopo questa quarantena si ritornerà a fare gli stessi errori di prima, oppure si farà tesoro e si cambieranno tante abitudini guardando solo alle priorità.

Sicuramente il fatto di avere tanto tempo fa emergere le differenze di vedute, vengono a galla tante cose del nostro carattere, della nostra personalità e di coloro che sono la nostra famiglia.

Noi veniamo da una generazione che ha fatto sacrifici per realizzarsi e abbiamo coccolato tanto i nostri figli non facendogli mancare nulla di materiale, ma la nostra assenza fisica li ha resi fragili, insicuri e oggi di fronte ad un nemico invisibile sprecano il loro tempo sui social vivendo una vacanza alternativa.

Anche se dovrò ritornare al mio lavoro, nulla sarà come prima perché questo virus mi ha cambiato, ha stravolto le priorità e ho compreso fino in fondo quella frase di madre Teresa di Calcutta: “l’amore comincia a casa: prima viene la famiglia, poi il tuo paese o la tua città”.

Allora Signore dammi la Grazia di non mollare mai e ogni giorno essere amore nella mia famiglia, insegnando anche nel silenzio e con l’esempio che la vita va vissuta intensamente senza sciupare il tempo che tu ci doni. 

Ogni tempo è ricco di grazia e pur nel dolore di tante famiglie che hanno perso i loro cari, trovo tanta pace in questo silenzio e in questo tempo che mi ha permesso di rimanere in famiglia.

Lucianella Presta 

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