Il Popolo della Famiglia del Piemonte a Camaldoli

Tra i boschi di Camaldoli, il 22 e 23 settembre, il Popolo della Famiglia si è ritrovato alla III Festa Nazionale del Quotidiano “La Croce” per ripartire dal Codice di Camaldoli, un Codice elaborato nel 1943 da 15 giovani (inizialmente ne erano in 50) i cui partecipanti firmano nomi importanti tra i quali Giulio Andreotti, Aldo Moro e Giorgio La Pira. 

Giovani coraggiosi, reduci dallo scioglimento del Ppi, seguito dall’ arresto di De Gasperi e il regime che si impone, giovani pronti per “immaginare una ripartenza, un ricominciare – come afferma il Presidente del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi” “ecco perché ci ritroviamo a Camaldoli, sono proprio le macerie che avevano davanti agli occhi i giovani di Camaldoli che noi osserviamo oggi, sono macerie più morali che fisiche, ma la desolazione pare essere la stessa”. 

Mons. Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, lascia una riflessione per l’Assemblea riunita a Camaldoli sul ruolo dei cattolici in politica, in cui, dichiara che il “loro scopo è aprire un posto per Dio nel mondo per perseguire il” bene comune “. 

Sulla III Festa Nazionale del Quotidiano La Croce interviene anche mons. Matteo Zuppi inviando, a tutti i partecipanti, un messaggio augurale” in cui i valori e la capacità di dialogo aiutino tutti a vivere nella unica casa comune mettendo sempre al centro la persona come Cristo ci ha insegnato “. 

Il Popolo della Famigli-Piemonte ha inviato una propria delegazione per partecipare ai lavori che saranno oggetto della prossima campagna elettorale .

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