Cristina Zaccanti (PdF-Referente nazionale e coordinatore Ivrea e Canavese):« Nelle biblioteche comunali come nelle scuole  circolano da anni libri, per l’infanzia e l’adolescenza, che diffondono il gender. Quante famiglie italiane lo sanno?»

Dal 20 febbraio in tutta Italia, promossa dal Popolo della Famiglia (PdF) e dall’associazione “Voglio la mamma”, è partita una campagna di sensibilizzazione destinata ai genitori che intendano verificare con attenzione quanto accade o potrebbe accadere nella scuola frequentata dai propri figli circa la propaganda gender. Di grande interesse è la nutrita editoria genderista, che si propone di tutelare «il sano sviluppo di bambin⃰⃰ e adolescenti che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita», come recitano le associazioni gender che ritengono che la transizione possa essere un valido strumento di accompagnamento da sostenere fin dalla prima infanzia. In questa direzione opera da anni una propaganda che passa anche dalle fiabe e da una narrativa appositamente prodotta.

«Già dal 2014 in Italia – dichiara Zaccanti- l’istituto UNAR si impegnò a pubblicare con fondi pubblici e a diffondere in tutte le scuole degli opuscoli realizzati dall’Istituto Beck “Educare alla diversità a scuola”. Si ispiravano alle indicazioni europee contenute nello “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa” che recepivano quelle emanate dall’OMS. Obiettivo favorire un modello educativo genderista che ha, da allora, progressivamente coinvolto centinaia di scuole con iniziative di vario tenore destinate a culminare in tempi più recenti nella cosiddetta “carriera alias”. Parallelamente svariate case editrici si sono orientate alla pubblicazione di libri per l’infanzia e l’adolescenza che non tanto le scuole e le famiglie quanto le istituzioni pubbliche, nella fattispecie le biblioteche, hanno acquisito e reso disponibili al vasto pubblico.

Limitiamoci a tre esemplari, ormai dei “classici” – prosegue Zaccanti-

Nei panni di Zaff, Salvi-Cavallaro, Fatatrac 2015, presentato ai bambini di scuola materna dai 3 ai 5 anni. Il messaggio che passa è che si possa essere un giorno maschio ed un giorno femmina. Quale effetto può produrre nel bambino che sta maturando il proprio sviluppo cognitivo?

Tutto quello che non hai mai osato chiedere, Zep-Bruller, Mondadori 2006, presentato ai bambini di scuola elementare dai 10 anni in su, come guida per una sessualizzazione precoce. Al capitolo Fare l’amore: come funziona, si mostra ai bambini come procedere in modo molto operativo. Attraverso le due figure, maschile e femminile, dotate di apposito buco, inserendo il proprio dito si emula con una notevole verosimiglianza il rapporto sessuale. Ne consegue che la femmina sia di fatto rappresentata da un buco. Che ne è della dignità del corpo femminile?

Ancor più illuminante per i genitori è il Catalogo dei genitori per bambini che vogliono cambiarli, Claude Ponti, Babalibri, 2009. Come si evince dal titolo, ai bambini è offerta la possibilità di scegliere i genitori elencando consuete dinamiche: «I tuoi genitori ti scocciano, non li sopporti, non ti ascoltano, mettono a posto la tua stanza, si rifiutano di lasciarti la casa, ti portano in vacanza? Cambiali».

Non ci stupiamo che l’intento esplicito sia quello di colpire al cuore la famiglia con l’intenzione di sottrarre ai genitori il loro primario dovere, nonché diritto. Nessuno dimentichi Bibbiano!

Ivrea, 21 febbraio 2023

Ufficio Stampa PdF-Piemonte

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