Elezioni regionali del 26 maggio in Piemonte
  “Diamo voce alla Famiglia in Regione Piemonte”



“Sarà presente anche il Popolo della Famiglia alle prossime elezioni regionali del 26 maggio, e correrà in autonomia rispetto alle altre coalizioni, a sottolineare l’originalità, la concretezza e lo spessore delle proposte da noi avanzate” afferma Valter Boero, candidato governatore del Piemonte per il Popolo della Famiglia alle elezioni regionali del 26 maggio 2019, data nella quale gli elettori saranno chiamati anche ad eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo, ed il Popolo della Famiglia sarà presente anche su tale scheda elettorale (insieme ad Alternativa Popolare) nell’ambito del Partito Popolare Europeo.


“Tra le varie sigle che si presentano alle elezioni regionali piemontesi, il Popolo della Famiglia è stata l’unica formazione ad essere stata in grado di raccogliere in autonomia l’ingente numero di firme certificate richieste” ha proseguito Boero, che ha specificato: “ben 11 mila sono state le firme da noi raccolte, apposte da cittadini di tutti gli angoli della regione, grazie all’impegno di un centinaio di militanti attivi ai banchetti in decine di città: una presenza ben radicata sul territorio, che è apprezzata dalla gente”.  


“Nessuno degli altri partiti che saranno presenti alle elezioni regionali oltre al Popolo della famiglia, invece – fa notare poi Boero – è stato in grado di completare la faticosa operazione di raccolta delle firme necessarie; tali formazioni hanno quindi dovuto ricorrere ad altre possibilità offerte dalle norme regionali vigenti, in alcuni casi ai limiti della correttezza interpretativa”.


“Il Piemonte ha un enorme bisogno di rimettere la Famiglia in testa alle priorità della politica regionale – ha infine concluso Boero – cominciando da un deciso rilancio della natalità, ora in profondo rosso: ogni anno muoiono 55 mila piemontesi, mentre nascono appena 30 mila bambini. Questo significa che mancano all’appello 25 mila bambini all’anno anche solo per mantenere i livelli attuali di popolazione; 25 mila bambini significa ogni anno 1000 classi elementari o materne in meno, 2 mila maestre in meno, e così via: senza un rilancio forte della natalità non c’è alcuna speranza di rilanciare l’economia in regione! Per questo la mia prima priorità in Consiglio Regionale sarà l’istituzione di un adeguato reddito di maternità, che ho già visto essere pienamente sostenibile con il bilancio regionale”.

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