Lettera al presidente Cirio, ai sindaci e sacerdoti di tutto il Piemonte.

Mi unisco all’appello di tante famiglie con bambini disabili in questo periodo di quarantena che si prolunga ormai da un mese e che probabilmente non finirà a brevissimo.

Chi ha un cortile, un giardino, sicuramente non avrà problemi per far scorazzare e inventarsi giochi per i bambini ed in particolare per quelli che definisco “speciali” perché down, autistici, iperattivi, ecc. 

Occorre osservare rigorosamente le norme di sicurezza, ma nello stesso tempo, è importante garantire degli spazi all’aria aperta, magari regolamentati da fasce orarie per quelle famiglie con bambini che in questo periodo vedono aumentare situazioni di aggressività, crisi epilettiche, casi di autolesionismo dovute all’interruzione della routine di passeggiate a contatto con la natura.

I parchi ed i giardini siano riaperti, magari con la presenza di vigili che facciano rispettare le distanze di sicurezza,  perché è davvero un controsenso permettere ad un genitore di far prendere una boccata d’aria al proprio figlio, ma vietare un giro in bicicletta o con il monopattino o un calcio al pallone in un giardinetto.

La nostra solidarietà tocchi non solo i bisogni primari come la bellissima iniziativa della spesa sospesa, ma anche iniziative e proposte per  tutte quelle famiglie con casi di disabilità che mai come in questo periodo si sentono sole ed abbandonate a gestire l’aggressività dei loro figli che non resistono più a questi “arresti domiciliari forzati”.

Gli oratori, spazi ludici e palestre dei vari comuni, siano disponibili, ma regolamentati per lo svago dei tanti nostri bambini speciali. NESSUNO SI SENTA SOLO in questa lotta con questo nemico invisibile che ci veda comunità e non uomini narcisisti che guardano solo il proprio orticello.

Lucianella Presta

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