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	<title>tracollo &#8211; PdF Piemonte</title>
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	<description>Il Popolo della Famiglia - Regione Piemonte</description>
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		<title>LA CATASTROFE DELLA SINISTRA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[sinistraideologica]]></category>
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					<description><![CDATA[di Mario Adinolfi La catastrofe della sinistra è tutta oggi nella sua crisi identitaria. Per decenni nel Novecento la sinistra ha gestito il presente indicando la prospettiva rivoluzionaria, il “sol dell’avvenire”. Tramontato il sogno comunista nel 1989, uccisa ogni idea collettivista, la sinistra si è fatta progressivamente sempre più individualista. Nel XXI secolo ha scelto [&#8230;]]]></description>
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<p>      <b>di Mario Adinolfi</b></p>
<p>      La catastrofe della sinistra è tutta oggi nella sua crisi      identitaria. Per decenni nel Novecento la sinistra ha gestito il      presente indicando la prospettiva rivoluzionaria, il “sol      dell’avvenire”. Tramontato il sogno comunista nel 1989, uccisa ogni      idea collettivista, la sinistra si è fatta progressivamente sempre      più individualista. Nel XXI secolo ha scelto l’ideologia dei “nuovi      diritti” abortisti e lgbt come tratto caratterizzante, il      fiancheggiamento di alcune minoranze e in particolare degli      immigrati irregolari. Un mix letale che ha allontanato la sinistra      dai bisogni reali dei ceti popolari medio-bassi, che ovunque nel      mondo si sono trasferiti in massa a votare opzioni opposte,      populiste e nazionaliste. <br />      Senza l’appoggio dei ceti popolari la sinistra non ha senso, diventa      establishment e difesa dei privilegi, roba per garantiti dalla      mangiatoia pubblica più attori, giornalisti, registi e cantanti      tutti obbligatoriamente sfilanti sui carri arcobaleno del Pride.      Davanti all’evidente vitalità delle destre, la sinistra appare      incartapecorita a voler imporre auto elettriche da quarantamila euro      e veganesimo come massima idea di futuro. Arriva Trump e cancella la      parola “genere” per sostituirla nei documenti pubblici con il caro      vecchio “sesso”, la sinistra non sa neanche come replicare. Tutta la      paccottiglia degli ultimi vent’anni, i 58 diversi generi      d’appartenenza tra cui Facebook ci obbligava a scegliere, diventano      improvvisamente persino ridicoli. Le battaglie per i tampax nei      cessi maschili si rivelano per quel che sono sempre state:      inconsistenza allo stato puro. <br />      Auguro alla sinistra di risvegliarsi dal sonno che ha generato i      suoi mostri e di tornare a difendere i veri bisognosi: i ragazzi e      le ragazze che hanno come necessità prevalente non quella di      cambiare sesso, ma di trovare una casa in affitto a prezzi      ragionevoli e un lavoro per cominciare la propria vita; la famiglia,      magari monoreddito, con figli a carico che fatica ad arrivare alla      fine del mese e si sente minacciata da droghe e microcriminalità      spesso collegate al mondo degli immigrati irregolari di cui non si      vuole ammettere (e quindi reprimere) la tendenza a delinquere;      anziani, disabili e sofferenti cui viene proposto più il “nuovo      diritto” a suicidarsi che a essere decentemente curati nelle      strutture pubbliche di cui si difendono sprechi indecenti; le donne      che vogliono il diritto ad essere madri senza essere soverchiate      dalla relativa fatica, altro che aborto; i non garantiti che hanno      bisogno di una fiscalità più leggera e costi generali non      appesantiti da un ambientalismo di maniera che viene fatto tutto      pagare a chi si ritroverà a dover ristrutturare casa, pagare      bollette, cambiare modo di mangiare e di muoversi secondo regole      green che uccideranno il ceto medio. <br />      Credo che la sinistra sia vecchia, incartapecorita, incatenata in      una piattaforma politica individualista che sta sbagliando tutto e      non sa indicare un’idea di futuro in cui i più deboli possano      pensare di migliorare la loro condizione. I deboli sanno che se la      sinistra vince, staranno peggio. Per questo non la votano più. E i      deboli ormai sono una moltitudine, la stragrande maggioranza, ma la      sinistra si appassiona solo alle minoranze. In Italia nel 2023 si      sono celebrati 184.207 matrimoni tradizionali tra uomo e donna,      3.071 unioni civili tra persone dello stesso sesso, il rapporto è 61      a 1. Ma per la sinistra la famiglia costituzionalmente intesa (per      l’articolo 29 è “società naturale fondata sul matrimonio”) è un      territorio del patriarcato pericolosamente abusante, il nuovo “sol      dell’avvenire” è l’unione queer o lgbt: le “famiglie arcobaleno”,      cioè contesti gay in cui sono associati minori sempre nati da      procedure illegali, sono a star larghi diecimila (gli iscritti alla      relativa potente associazione sono cinquemila), gli italiani uniti      in matrimonio con figli a carico in nuclei familiari tradizionali      sono ventinove milioni. Eppure la sinistra non ha mezza parola per i      bisogni della famiglia naturale, si arrapa solo se vede spuntare un      utero in affitto o una fecondazione eterologa illegale in una coppia      dello stesso sesso. Come si fa a non capire che così si crea uno      scollamento totale dalla realtà, dalle necessità reali delle persone      vere? <br />      La catastrofe della sinistra, stordita dall’ingresso di Trump alla      Casa Bianca in attesa del tracollo della storica Spd tedesca alle      elezioni del 23 febbraio 2025, è tutta nell’incapacità di mettersi      in connessione con la realtà, nella presunzione ideologica di      imporre ancora una volta una visione sovrastrutturale ad un mondo in      crisi. Operazione che riuscì dopo le due guerre mondiali e persino      dopo il crollo del Muro, così come all’inizio del XXI secolo, ma ora      non può funzionare più perché la qualità delle sue leadership è      inconsistente: da Kamala Harris a Elly Schlein, da Macron a Scholz,      è troppo evidente che gli interessi che vogliono tutelare non sono      quelli popolari. Il popolo quindi li punisce sistematicamente. La      catastrofe della sinistra può costringerla alla riscrittura      dell’agenda programmatica, se invece insisterà solo nell’additare il      nemico la sua fine è già scritta.</p>
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