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	<title>disabili &#8211; PdF Piemonte</title>
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	<description>Il Popolo della Famiglia - Regione Piemonte</description>
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		<title>Andrea Sciutto e la disabilità accettata e valorizzata. Articolo del 1.06.2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[piemonte@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 05:40:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«La mia maestra di prima, Rosa Stella, mi teneva in braccio e mi faceva leggere, nelle altre classi, agli altri bambini» questo uno dei ricordi più vivi ed emblematici che Andrea Sciutto, alessandrino, 54 anni, disabile fisico e ipovedente, coniugato, divorziato e padre orgoglioso di un diciassettenne, riferisce volentieri. È stato un confronto ricco, illuminante, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">«La mia maestra di prima, Rosa Stella, mi teneva in braccio e mi faceva leggere, nelle altre classi, agli altri bambini» questo uno dei ricordi più vivi ed emblematici che Andrea Sciutto, alessandrino, 54 anni, disabile fisico e ipovedente, coniugato, divorziato e padre orgoglioso di un diciassettenne, riferisce volentieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato un confronto ricco, illuminante, impegnativo quello che, come incaricata dell’ufficio stampa del Popolo della Famiglia, ho avuto l’opportunità di vivere ad Alessandria, in Piazzetta della Lega, sabato u.s., 28 maggio, in occasione del volantinaggio per le amministrative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Popolo della Famiglia, che si presenta ad Alessandria, come in altri 4 comuni del Piemonte e in 28 di altre regioni, si prefigge di creare le condizioni oggettive per sostenere le famiglia in tutte le svariate, gravi, importanti difficoltà che gravano sulla cellula fondamentale della società. Tra queste, senza ombra di dubbio, la disabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco perché Andrea, volentieri, con forza, chiarezza ed autenticità mi ha raccontato i momenti salienti della sua vita da disabile divenuto tale a pochi giorni di vita in seguito ad un coma subentrato ad un problema di alimentazione che i medici non avevano individuato, la chiusura del piloro. Chi se ne accorse fu il papà, infermiere, che firmò e portò il neonato in altra struttura ospedaliera, ma troppo tardi per impedire quella interruzione della funzionalità cerebrale che avrebbe compromesso per tutta la vita non solo le condizioni di quell’unico figlio, ma quelle dell’intera famiglia. Come infatti precisa Andrea «Se in famiglia c’è un handicappato (testuali parole che non esita ad utilizzare) la famiglia è handicappata, tagliata fuori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre tener presente che le misure a sostegno dei disabili sono negli ultimi decenni migliorate, a partire dalla scuola per coinvolgere tutti gli ambiti della società. In questo senso la generazione di Andrea ha fatto da apripista, vivendo lui circostanze favorevoli, laddove esisteva una particolare sensibilità da parte degli insegnanti e delle persone in genere, ma incontrando anche molti limiti in altri ambiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ancora aperta, ad esempio, la ferita inflitta negli anni delle medie, sanguinante per la pesante emarginazione e ricorrenti umiliazioni imposte da due figure di “insegnanti” che Andrea preferirebbe dimenticare. Rassicurante, invece, in seguito, l’inserimento nel mondo lavorativo attraverso un corso professionale da segretario di azienda, che gli avrebbe consentito di svolgere l’attività di telefonista, attualmente in atto, presso il Tribunale di Alessandria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quali sono i punti salienti, ricostruiti da Andrea, che servono per inquadrare la disabilità come fenomeno umano e sociale ed intervenire attraverso politiche famigliari praticabili e proponibili ad Alessandria, come in ogni altro comune italiano?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto una dimensione culturale. Come infatti dice Andrea, «Le prime vere barriere sono quelle culturali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso, oltre alle misure, sia culturali che pragmatiche, già esistenti e che collocano comunque il nostro Paese tra quelli che hanno tentato di valorizzare anche la realtà umana e sociale della disabilità, intesa come diversa abilità, molto altro si può e si deve fare focalizzando gli interventi sulla famiglia, oltre che sul singolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre aprire la mentalità, superare ancor di più il pietismo, guardare in faccia la realtà accettando l’idea che un limite imposto dalla natura o dagli accadimenti, imprevedibili ed imponderabili, non deve diventare un marchio che precluda aspettative di vita, desiderio di socialità, pratica della affettività. Occorre essere disposti a guardare l’altro per quello che è, recuperando alla radice il senso della sofferenza e della lotta come valori da potenziare, non da spegnere attraverso i paradigmi di una cultura del politicamente corretto, assistenzialista e incline a favorire l’occultamento della sofferenza, appunto, esorcizzandola e rimuovendola, piuttosto, attraverso l’imposizione di un edonismo assolutizzante che mistifica la vita. La vita va guardata in faccia e la battaglia deve essere resa disponibile anche a chi si muove in carrozzella, ha due soli decimi all’occhio destro, ma proprio da questa speciale postazione guarda alla sua città, alla comunità in cui vive con sguardo profetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea, e come lui altri disabili, sono componenti attivi della vita sociale, si candidano alle amministrative, condividono, attraverso i social media, esperienze, proposte, fermento di novità che confermano che la vita si rinnova proprio nell’humus della sofferenza: basta guardarla con occhi diversi. Ovvio che occorre non essere soli, ma questo vale per chiunque. Ed ecco confermato che la famiglia, la comunità cittadina e nazionale sono il contesto in cui ogni persona deve e può essere valorizzata. Non solo in nome di slogan, quali “pari opportunità”, “diritti a tutti i costi”, “lotta alla discriminazione”, slogan di cui l’ideologia si riempie la bocca e tenta di frastornare noi, strumentalizzando anche la condizione dei disabili, di cui di fatto non si interessa se non per candidarli alle pratiche eutanasiche. L’Italia non deve diventare l’Islanda, in cui si è deliberato di intervenire eugeneticamente imponendo l’aborto selettivo alla madre che portasse in grembo un bambino con trisomia. Sono anche questi argomenti che scottano e che persino Andrea potrebbe non condividere. Aver assistito all’ultimo mese di vita del proprio papà, consumato dalla sofferenza per una malattia inguaribile, ma curabile, persino Andrea si dice assertore della necessità di porre fine alle sofferenze fisiche attraverso il suicidio assistito o l’eutanasia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto invece attiene alle misure pratiche di intervento a sostegno delle famiglie con disabili Andrea cita&nbsp; l’esempio di “comunità autogestite” già esistenti in alcune città. Occorre ricordare le importanti iniziative, già collaudate da associazioni quali “Durante e dopo di noi”, progetto nato dall’associazione ANFFAS. In particolare il progetto sperimentale “A casa mia”, che prevede l’avviamento delle persone con disabilità alla convivenza assistita in appartamento. Concepito dalla Cooperativa Sociale &#8220;COME NOI&#8221; di Mortara (ente gestore ANFFAS) è stato approvato dal piano di zona del Comune di Mortara (PV) come intervento sperimentale di welfare innovativo ai sensi della legge regionale 3/2008, costituendo così un esempio concreto di progetto sociale coerente con i contenuti della Legge 112/2016 (Legge sul &#8220;Dopo di Noi&#8221;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si mettessero in atto buone pratiche di questo tipo, l’ente comunale potrebbe e dovrebbe ravvisare nella cura dei propri cittadini disabili una risorsa lavorativa oltre che sociale, investendo nella dimensione domestica con aiuti che sollevino periodicamente i famigliari dalla cura del proprio caro, incrementando attorno alla famiglia una rete di interventi che corroborino la vita di essa, “aiutata”, ma anche della comunità “aiutante”. Intorno al “disabile” si dovrebbe proprio potenziare lo spirito di amorevole accudimento che mobilita risorse umane ed economiche ed incentiva a valorizzare la vita e ad investire in essa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Popolo della Famiglia parte dal presupposto che la vita vada difesa dal concepimento alla sua fine naturale, che ogni vita sia degna di essere vissuta, che la sofferenza debba essere condivisa e sostenuta arrivando al paradosso di apprezzarne le ricadute formative, stimolando in ogni essere umano la naturale intrinseca disponibilità al dono di sé. Riportando al centro la famiglia, valorizzando la natalità, restituendo agli anziani e ai malati il ruolo di esempio di saggezza ed accettazione delle prove, rinvigoriremo una società malata perché avvelenata da decenni di cultura mortifera. Il Popolo della Famiglia si fa carico dei più deboli per prendersene cura attraverso misure di cui lo Stato e la società devono assumersi la responsabilità. Il Popolo della Famiglia esiste per aprire gli occhi e farli brillare guardando al futuro.</p>
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		<title>Disabilità. Articolo del 30.09.2021</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 08:23:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La disabilità a Torino deve essere una responsabilità da trasformare in risorsa Il Popolo della Famiglia si fa carico di chi ha più bisogno per valorizzare ogni persona Parlo per esperienza, visto che ho un nipotino diversamente abile al 100% che ha spesso problemi di salute. Naturalmente riceve una pensione d’invalidità ma chi la percepisce [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La disabilità a Torino deve essere una responsabilità da trasformare in risorsa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Popolo della Famiglia si fa carico di chi ha più bisogno per valorizzare ogni persona</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlo per esperienza, visto che ho un nipotino diversamente abile al 100% che ha spesso problemi di salute. Naturalmente riceve una pensione d’invalidità ma chi la percepisce sa che essa non è sufficiente per le esigenze che si presentano. I servizi a loro dedicati sono assolutamente da rafforzare e migliorare. È stato operato diverse volte e spesso si corre in ospedale perché solo farmaci per via endovenosa possono fermare la sua patologia. Ma oltre il danno, anche la beffa, perché questi episodi non accadono continuamente e così l’assistenza domiciliare non si può attivare in modo permanente. A pagamento si trova la via d’uscita, ma per queste persone fragili un percorso è assolutamente da trovare a carico dello Stato. Se non vengono protetti loro, chi deve esserlo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tramite i servizi sociali ci si può far aiutare con una “tata”, ma la normativa è poco chiara perché parla di passaggi e non di ore. Questo è un elemento determinante, perché: come si stabilisce il tempo? C’è un accordo tacito tra genitore e aiuto alla famiglia basato su ore. Chi usufruisce di questo servizio sa di cosa parlo! Ne abbiamo cambiate tante di “badanti” perché molte erano incompetenti. Per non parlare delle tante ore da recuperare. Anche questo è un aspetto da rivedere perché il bonifico di ben 400 € arriva comunque, che esse vengano o meno. Il metodo di pagamento non può essere automatico, si può pensare di lasciarlo gestire ai genitori e saldare chi assiste in proporzione a quanto lavora o sospendere il pagamento se non effettua la prestazione lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro tasto dolente è la scuola: fino a quando andava in un istituto paritario cattolico, sia nelle elementari che nelle medie, lo seguiva l’insegnante di sostegno e mangiava a scuola; poi il pulmino lo riportava a casa. Anche al mattino vi era questo mezzo di trasporto affidato ad una cooperativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe certamente di aiuto se si pensasse di attivare le classi superiori perché la sua attenzione è medio/alta e potrebbe seguire con successo. È opportuno investire nell’educazione dei figli, visto che saranno gli adulti del domani. Per la sua delicata situazione di salute si preferisce non farlo stare tutto il giorno a scuola, ma, per chi non avesse problemi in tal senso, questo sarebbe un aspetto interessante da valutare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso che ha sedici anni, quando può, va in un Istituto tecnico pubblico, ma l’attenzione che c’era prima ora è assente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si tratta di categorie protette, l’attenzione deve essere massima, se uno “Stato di Diritto” non cura loro come può farlo per noi che non abbiamo difficoltà? La situazione della Nazione si sta sgretolando sotto ogni aspetto. Questo vuol dire che chi amministra non lo fa come un tempo, quando l’Italia era al 5° posto nella classifica mondiale e la gestione della cosa pubblica era certamente di tutto rispetto!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 3 e 4 ottobre il mio voto lo darò al Popolo della Famiglia, perché è l’unico partito che ha ancora a cuore i valori che sono al centro della famiglia. L’individuo è considerato una persona e non un’identità digitale in un mondo che sta diventando sempre più un’intelligenza artificiale dove ciò che conta è renderci consumatori perfetti provvisti di bar code. Se avete a cuore il bene dei figli, anche di quelli meno, apparentemente, dotati, mettete una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raffella Petrarulo</p>



<p class="wp-block-paragraph">PdF-Torino</p>
<div class="pvc_clear"></div><p id="pvc_stats_387" class="pvc_stats all  " data-element-id="387" style=""><i class="pvc-stats-icon small" aria-hidden="true"><svg aria-hidden="true" focusable="false" data-prefix="far" data-icon="chart-bar" role="img" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512" class="svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x"><path fill="currentColor" d="M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z" class=""></path></svg></i> <img decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p><div class="pvc_clear"></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Disabili. Comunicato stampa dell&#8217;11.06.2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[piemonte@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 14:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Valter Boero (Popolo della Famiglia -Piemonte): «Tutti dalla parte dei disabili: è vero?» Il Popolo della Famiglia chiede una vera parità per le persone disabili Sulle persone&#160; disabili non mancano le promesse del mondo politico.&#160; Ci mancherebbe, tutti debbono avere gli stessi diritti!! Parità di diritti!! Parità dappertutto, ma non per il disabile nella scuola. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valter Boero (Popolo della Famiglia -Piemonte): </strong>«<strong>Tutti dalla parte dei disabili: è vero?»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il Popolo della Famiglia chiede una vera parità per le persone disabili</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle persone&nbsp; disabili non mancano le promesse del mondo politico.&nbsp; Ci mancherebbe, tutti debbono avere gli stessi diritti!! Parità di diritti!! Parità dappertutto, ma non per il disabile nella scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scuola pubblica&nbsp; statale o comunale che accoglie un figlio disabile fornisce uno o più&nbsp; insegnanti&nbsp; di sostegno. La scuola pubblica paritaria che accoglie un figlio disabile non riceve nulla dallo Stato per pagare l’insegnante di sostegno; non solo:&nbsp; lo Stato obbliga la Scuola paritaria a fornire l’insegnante di sostegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Si realizza così un capolavoro di ipocrisie e di ingiustizie” afferma il prof. Boero, referente politico del Popolo della Famiglia per il Piemonte. “Una delle tante zavorre poste alle caviglie delle Scuole paritarie con il chiaro intento di eliminare queste scuole” dichiara il prof. Boero che così conclude: “Ci aspettiamo che la Giunta Cirio, che ha competenza in materia e&nbsp; ha messo nel suo programma elettorale il tema della libertà di scelta educativa, passi dalle parole&nbsp; ai fatti perché per la scuola paritaria non basta neanche più la rianimazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">                                                                                         Valter Boero</p>
<div class="pvc_clear"></div><p id="pvc_stats_319" class="pvc_stats all  " data-element-id="319" style=""><i class="pvc-stats-icon small" aria-hidden="true"><svg aria-hidden="true" focusable="false" data-prefix="far" data-icon="chart-bar" role="img" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512" class="svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x"><path fill="currentColor" d="M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z" class=""></path></svg></i> <img decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p><div class="pvc_clear"></div>]]></content:encoded>
					
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