<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>comunismo &#8211; PdF Piemonte</title>
	<atom:link href="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/tag/comunismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it</link>
	<description>Il Popolo della Famiglia - Regione Piemonte</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Feb 2025 16:34:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/uploads/2021/01/cropped-Logo-FAVICON-WEB-32x32.png</url>
	<title>comunismo &#8211; PdF Piemonte</title>
	<link>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’ANTISEMITISMO È DI SINISTRA, LA SEGRE LO SA</title>
		<link>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/28/lantisemitismo-e-di-sinistra-la-segre-lo-sa/</link>
					<comments>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/28/lantisemitismo-e-di-sinistra-la-segre-lo-sa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[devreg@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[giornodellamemoria]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/?p=1224</guid>

					<description><![CDATA[di Mario Adinolfi Liliana Segre, ultima superstite ad aver vissuto l’abisso di Auschwitz, ha posto il tema: mai avrebbe immaginato che “l’antisemitismo, che c’è sempre stato, ma era un tabù, oggi si sarebbe fatto così manifesto, sfacciato, vergognoso, disgustoso”. E, bisogna aggiungere: di sinistra. La comunità ebraica di Milano ha disertato, in polemica con l’Associazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<div>
<p><b>di Mario Adinolfi </b>      </p>
<p>Liliana Segre, ultima superstite ad aver vissuto l’abisso di        Auschwitz, ha posto il tema: mai avrebbe immaginato che        “l’antisemitismo, che c’è sempre stato, ma era un tabù, oggi si        sarebbe fatto così manifesto, sfacciato, vergognoso, disgustoso”.        E, bisogna aggiungere: di sinistra.</p>
<p>La comunità ebraica di Milano ha disertato, in polemica con        l’Associazione nazionale partigiani (Anpi), l’incontro con gli        studenti per la Giornata della memoria. Il rabbino capo della        comunità di Roma, Riccardo Di Segni, dice che “l’Anpi fa battaglie        che contraddicono i suoi scopi istituzionali” e quello di Trieste,        Alexander Meloni, la dice fuori dai denti: “Oggi l’antisemitismo        più pericoloso e più attivo viene dalle sinistre”. D’altronde la        Brigata ebraica viene sempre contestata alle manifestazioni per il        25 aprile (da anni, non c’entra la guerra a Gaza) e quelli di        Cambiare rotta, organizzazione giovanile comunista nota per aver        messo un fantoccio di Elon Musk a testa in giù a piazzale Loreto,        sono espliciti sostenitori di Hamas e considerano il massacro di        civili israeliani del 7 ottobre “un atto rivoluzionario della        resistenza palestinese che ha messo a nudo la natura dello Stato        sionista”. Insomma antisemitismo travestito da antisionismo, visto        che la stragrande maggioranza dei 15 milioni di ebrei vive o si        riconosce nello Stato di Israele, che Hamas vuole distruggere e        che buona parte della sinistra mondiale ritiene fondato        illegittimamente su una violenza paragonabile a quella nazista (di        qui l’uso della parola “genocidio” tramutata in atto d’accusa per        i governanti israeliani, accusa che Liliana Segre e tutti gli        ebrei trovano insopportabile oltre che ingiusta proprio per        l’assonanza con ciò che subirono da parte dei tedeschi,        oggettivamente oltre che numericamente imparagonabile con quel che        è accaduto a Gaza).</p>
<p>Se ascolti una corrispondenza di Francesca Mannocchi per La7 o        leggi una paginata di Repubblica soprattutto dopo che Maurizio        Molinari è stato cacciato dalla direzione (anche perché sgradito a        parte della redazione proprio perché ebreo e filoisraeliano, con        tanto di scioperi e voti di sfiducia a seguito dell’intervista al        cantante Ghali bloccata perché s’era rifiutato di rispondere a una        domanda sul 7 ottobre) capisci chiaramente cosa pensano a        sinistra: Israele è genocida, il suo premier è un criminale di        guerra che deve marcire per il resto dei suoi giorni in galera,        nella striscia di Gaza dominata da Hamas l’odio per lo Stato        ebraico e desiderarne la distruzione sono sentimenti che oscillano        tra il comprensibile e il condivisibile.</p>
<p>Quando Liliana Segre parla di “antisemitismo sfacciato,        vergognoso, disgustoso” a tutto questo si riferisce. Le destre, in        Italia e nel mondo, non sono antisemite. Tra i tanti rimproveri        che si fanno a Meloni e a Orban, a Trump e a Musk non c’è        l’antisemitismo. L’antisemitismo oggi è di sinistra e basta        frequentare un qualsiasi collettivo studentesco di quelli che        impediscono agli interlocutori ebrei anche solo di mettere piede        all’università per rendersi conto del problema. Io non prendo        posizione a favore di israeliani o palestinesi, ho scritto da        tempo che non credo neanche alla soluzione “due popoli due Stati”        che mi pare francamente irrealizzabile, per me l’unica soluzione        per quel territorio è confederale sul modello svizzero ma non è        questo il luogo per avviare la discussione. <br />        Oggi io credo che fossi nei panni di Liliana Segre sarei veramente        triste, per tutto quello che da ragazza visse ottant’anni fa, nel        vedere una sinistra che formalmente la osanna nelle cerimonie        commemorative ma nel presente in realtà coltiva il germe di un        odio distruttivo. Provo sincera empatia per questa donna che a        tredici anni si trovò a dover sopravvivere ad Auschwitz e oggi        deve vivere sotto scorta perché simbolo odiato del popolo ebraico.        Mi chiedo come possa la sinistra chiedere continuamente abiure a        coloro che considerano eredi attuali del fascismo per i fatti del        1944 e allo stesso tempo essere fiancheggiatrice dell’odio        antisemita esploso nel 2024. Liliana Segre fu deportata il 30        gennaio 1944 a Auschwitz con il padre, poi furono arrestati e        deportati lì anche i nonni, uccisi tutti nelle camere a gas.</p>
<p>Dei 776 under 14 ebrei italiani presenti nei campi dì        concentramento nazisti sopravvissero in 25. Contro una donna        ultranovantenne che ha vissuto tutto questo piovono        quotidianamente minacce e insulti a valanga soprattutto sui        social, qualcuno più noto come Gabriele Rubini in arte Chef Rubio        espressione della sinistra apertamente pro-Hamas è stato pure        denunciato. I magistrati di Roma nel marzo 2024 lo hanno costretto        a rimuovere dai social alcuni suoi messaggi esplicitamente        antisemiti, ma sugli insulti a Liliana Segre un pm milanese        proprio pochi giorni fa ha chiesto l’archiviazione spiegando che        sì le frasi erano “lesive della reputazione” della Segre e con        valenza diffamatoria, ma solo “astrattamente” perché tali parole        devono “contestualizzarsi all&#8217;interno del dibattito social”. Ecco,        davanti a questi giri di parole che di fatto legittimano        l’antisemitismo di sinistra più vigliacco (perché tra compagni si        coprono), io al posto di Liliana Segre avrei presentato le        dimissioni da senatore a vita. Invece stranamente la notizia di        questa strana richiesta d’archiviazione proprio a ridosso della        Giornata della Memoria sui giornali non è proprio arrivata, ne        leggete per la prima volta qui anche se Liliana Segre proprio dopo        questa notizia ha scelto di non partecipare ad alcuni eventi        dichiarandosi “stanca” per gli insulti ricevuti.</p>
<p>Suggerisco di guardare il docufilm intitolato Liliana,        distribuito in 260 sale. Un cinema di Modena che lo ha messo in        programmazione pubblicando la locandina sui social è stato        sommerso dagli insulti contro la Segre definita dai più gentili        “parassita perniciosa”. Primo Levi morì suicida affermando che “la        peste non c’è più, ma l’infezione circola silenziosa”. Neanche        troppo silenziosa, direi, con la sinistra che ne è totalmente        responsabile e dovrebbe tenere meno celebrazioni ipocrite,        ponendosi invece il problema di un’autocritica che sradichi questa        vergogna.</p>
<p>      </p>
<p>      </p>
</p></div>
<div class="postie-attachments"><a href="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/?attachment_id=1225"><img decoding="async" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/uploads/2025/01/Segre.jpg" alt="" width="300px" height="188px" class="alignnone size-medium wp-image-1225" /></a></div>
</div>
<div class="pvc_clear"></div>
<p id="pvc_stats_1224" class="pvc_stats all  " data-element-id="1224" style=""><i class="pvc-stats-icon small" aria-hidden="true"><svg aria-hidden="true" focusable="false" data-prefix="far" data-icon="chart-bar" role="img" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512" class="svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x"><path fill="currentColor" d="M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z" class=""></path></svg></i> <img decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p>
<div class="pvc_clear"></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/28/lantisemitismo-e-di-sinistra-la-segre-lo-sa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA LEZIONE CHE DOBBIAMO TRARRE DAL GIORNO DELLA MEMORIA</title>
		<link>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/27/la-lezione-che-dobbiamo-trarre-dal-giorno-della-memoria/</link>
					<comments>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/27/la-lezione-che-dobbiamo-trarre-dal-giorno-della-memoria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[devreg@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 12:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[giornodellamemoria]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/?p=1218</guid>

					<description><![CDATA[di M. Adinolfi Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrava nel campo di sterminio nazista di Auschwitz. Bisogna essere sempre nettissimi nell’affermare che quella follia genocida fu resa possibile non solo dal volere di Adolf Hitler e dei suoi gerarchi, ma anche da milioni di persone che collaborarono in mille modi allo sterminio anche solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<div>
<p><b>di M. Adinolfi</b>      </p>
<p>Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entrava nel campo di sterminio        nazista di Auschwitz.</p>
<p>Bisogna essere sempre nettissimi nell’affermare che quella follia        genocida fu resa possibile non solo dal volere di Adolf Hitler e        dei suoi gerarchi, ma anche da milioni di persone che        collaborarono in mille modi allo sterminio anche solo obbedendo a        ordini o facendo scorrere il cupo meccanismo che dalla delazione        al rastrellamento all’azione di guerra e deportazione dai vagoni        piombati arrivava fino alle camere a gas. </p>
<p>Non dobbiamo mai dimenticare che il male assoluto fu perpetrato        da normalissimi esseri umani conformisti rispetto al potere        costituito.</p>
<p>Il conformismo e l’ignavia sono le tentazioni che più dobbiamo        temere, purtroppo insidiano continuamente l’essere umano e lo        rendono capace di ogni abominio senza neanche la lucidità di        riconoscerlo come tale. </p>
<p>Questa è la lezione che dobbiamo trarre dal Giorno della Memoria.</p>
<p>      </p>
<p>      </p>
</p></div>
<div class="postie-attachments"><a href="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/?attachment_id=1219"><img decoding="async" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/uploads/2025/01/Shoah.jpg" alt="" width="300px" height="169px" class="alignnone size-medium wp-image-1219" /></a></div>
</div>
<div class="pvc_clear"></div>
<p id="pvc_stats_1218" class="pvc_stats all  " data-element-id="1218" style=""><i class="pvc-stats-icon small" aria-hidden="true"><svg aria-hidden="true" focusable="false" data-prefix="far" data-icon="chart-bar" role="img" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512" class="svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x"><path fill="currentColor" d="M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z" class=""></path></svg></i> <img decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p>
<div class="pvc_clear"></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/27/la-lezione-che-dobbiamo-trarre-dal-giorno-della-memoria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SU CRAXI E CIÒ CHE FU SPAZZATO VIA</title>
		<link>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/16/su-craxi-e-cio-che-fu-spazzato-via/</link>
					<comments>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/16/su-craxi-e-cio-che-fu-spazzato-via/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[devreg@ilpopolodellafamiglia.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Adinolfi]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/?p=1233</guid>

					<description><![CDATA[di Mario Adinolfi Craxi, Leone, Moro, Cossiga, Andreotti e Berlusconi hanno un filo rosso che li unisce: sono stati tutti presidenti del Consiglio, un paio anche presidenti della Repubblica, leali verso il quadro delle alleanze atlantiste ma preoccupati di salvaguardare una forte autonomia dell’Italia, un ruolo del Paese nel mondo non prono a interessi terzi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="postie-post">
<div>
<div class="moz-forward-container">        <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=utf-8">        </p>
<div class="moz-forward-container">          <meta http-equiv="content-type"            content="text/html; charset=utf-8">          </p>
<p>          <b>di Mario Adinolfi</b><br />          Craxi, Leone, Moro, Cossiga, Andreotti e Berlusconi hanno un          filo rosso che li unisce: sono stati tutti presidenti del          Consiglio, un paio anche presidenti della Repubblica, leali          verso il quadro delle alleanze atlantiste ma preoccupati di          salvaguardare una forte autonomia dell’Italia, un ruolo del          Paese nel mondo non prono a interessi terzi. Craxi, con          Martinazzoli guardasigilli che controfirmava gli atti del          governo, fu il protagonista della crisi di Sigonella con i          carabinieri italiani che nel 1985 circondano i marines americani          che pretendevano di agire sul nostro territorio per fermare un          terrorista palestinese. Insomma, una dignità diversa rispetto a          chi si fa prima baciare in testa da Biden, poi arresta un          iraniano per volere degli americani, infine vola a chiedere il          permesso di rilasciarlo al nuovo inquilino della Casa Bianca per          cedere a un ricatto di Teheran. <br />          Nulla mi toglie dalla testa che Craxi, Leone, Moro, Cossiga,          Andreotti, Martinazzoli e Berlusconi abbiano tutti pagato con          persecuzioni di varia natura la loro autonomia e che il Partito          comunista italiano, con la sua mano destra mediatica e con la          mano sinistra giudiziaria, sia stato lo strumento con cui          rendere fatali tali persecuzioni, dal punto politico e talvolta          anche fisico. Il Pci-Pds è stato paradossalmente un fattore          particolarmente ligio ad obbedire agli interessi sovranazionali,          non a caso il D’Alema primo e unico comunista arrivato a Palazzo          Chigi come atto di fedeltà dopo l’insediamento alla presidenza          del Consiglio concede agli americani le basi in Italia e lo          spazio aereo per andare a bombardare Belgrado. Altro che Craxi e          Sigonella. <br />          Tra il 1978 e il 1994 l’autonomia dell’Italia è stata travolta e          la sua classe dirigente migliore fisicamente abbattuta da un          Pci-Pds i cui uomini furono invece salvaguardati perché capaci          di obbedienza oltre che di odio verso l’avversario. D’Alema          voleva vedere “Berlusconi andare al parco a chiedere          l’elemosina”, alla fine al parco c’è andato lui, ma dal 1994          avviò una stagione di persecuzione mediatico-giudiziaria che          arrivò fino all’espulsione del leader di Forza Italia dal Senato          dopo una condanna. Anche Craxi fu condannato: a 5 anni e 4 mesi          per corruzione, a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito.          Come ebbe a dire in un notissimo discorso parlamentare          immediatamente precedente alle monetine del Raphael, il          finanziamento illecito riguardava tutti i partiti ma i comunisti          ne uscirono giudiziariamente e politicamente illesi. Il 2 giugno          1992, a Cossiga appena abbattuto, Andreotti sotto processo per          mafia e Craxi già ferito da Tangentopoli che non poté andare a          Palazzo Chigi nonostante la vittoria alle elezioni di aprile,          sul panfilo Britannia un gruppo di importantissimi finanzieri e          banchieri si incontrarono con i vertici di Bankitalia e del          Tesoro, Ciampi e Draghi, per stabilire la privatizzazione delle          principali aziende pubbliche del Paese. <br />          L’anniversario della morte di Bettino Craxi, avvenuta il 19          gennaio 2000 in Tunisia ad Hammamet, ci consente di aprire una          pagina di riflessione storica: come ha fatto il Partito          comunista italiano a spazzare via, grazie alla complicità della          tenaglia mediatico-giudiziaria, tutti i suoi avversari politici          anche quando erano giganteschi statisti senza mai vincere le          elezioni? Craxi era letteralmente odiato dal Pci, fu il primo a          essere definito emulo del fascismo, Forattini su Repubblica lo          disegnava in camicia nera, D’Alema che era presidente del          Consiglio prima che morisse impedì che potesse rientrare in          Italia a curarsi. L’odio era politico ma nei comunisti e post          comunisti finiva per avere ricadute personali: furono loro con          la strategia della fermezza a impedire nel 1978 ogni trattativa          che potesse salvare la vita di Aldo Moro, che proprio Craxi          invece voleva aprire. Sempre loro a costringere il presidente          della Repubblica, Giovanni Leone, a dimettersi poco dopo per uno          scandalo in cui era totalmente innocente dopo una campagna          mediatica lanciata da Camilla Cederna sull’Espresso. E fu il Pci          appena trasformatosi in Pds a lanciare l’impeachment contro          Francesco Cossiga, anche lui costretto alle dimissioni dal          Quirinale. L’odio comunista poi verso Giulio Andreotti e Silvio          Berlusconi subito dopo si fece azione giudiziaria con una serie          infinita di processi avviata nel biennio 1992-94 con          Tangentopoli che abbatté un’intera classe dirigente e costrinse          Craxi a lasciare definitivamente l’Italia. <br />          In quel momento nel settore pubblico che valeva il 25% del Pil          del Paese era impiegato il 16% della forza lavoro italiana, con          salari di livello europeo, mentre il debito pubblico ammontava a          795 miliardi di euro (oggi è il quadruplo, nel sistema pubblico          ci lavora il 5% della forza lavoro e i salari sono i più bassi          d’Europa). Nel 1993 Ciampi diventa presidente del Consiglio e          privatizza il gruppo Sme. Alemagna, Motta e Surgela se li prende          la Nestlé. Dal 1996 con i governi Prodi e D’Alema fu smembrata e          venduta l’Iri, mentre i “capitani coraggiosi” si prendevano la          Telecom. Poi le Autostrade furono date ai Benetton.          Contemporaneamente si avviava la dismissione delle quote          pubbliche nelle banche, Enel, Eni, Alitalia. Con le svendite il          debito pubblico è stato risanato? No, è quadruplicato. Sono solo          stati abbattuti i salari, mentre le tariffe dei servizi sono          aumentate a dismisura. <br />          Craxi fu il più lucido a individuare fin da subito il disegno          che collegava lo smantellamento della classe dirigente italiana          della prima Repubblica con la svendita del Paese e gli interessi          sovranazionali retrostanti. Cossiga definiva così Draghi quando          nel 2008 pareva potesse andare a Palazzo Chigi: “Un vile          affarista, liquidatore dell’industria pubblica italiana dopo la          famosa crociera sul Britannia”. La “falsa rivoluzione italiana”          di cui ha sempre parlato Craxi da Hammamet ha devastato la          migliore classe dirigente del Paese svendendolo agli interessi          stranieri di pochissimi (Soros tra costoro, altro che Musk) che          in cambio hanno sostenuto e blindato l’area politica che          consentiva tutto questo, quella comunista a post comunista,          incapace di vincere le elezioni ma sempre al potere. Almeno fino          ad oggi. Se è vero che il vento sta cambiando ormai in tutto il          mondo, è tempo di avviare una precisa fase di studio storico di          quanto accaduto tra il 1978 e il 1994, affinché l’Italia possa          riprendersi finalmente il ruolo autonomo che le spetta.</p>
<p>          <a class="moz-txt-link-freetext" href="https://www.youtube.com/watch?v=gsXIm5NeC50">https://www.youtube.com/watch?v=gsXIm5NeC50</a></p>
<p>          </div>
</p></div>
</p></div>
<div class="postie-attachments"><a href="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/?attachment_id=1234"><img decoding="async" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/uploads/2025/02/Bettino-Craxi.jpg" alt="" width="300px" height="168px" class="alignnone size-medium wp-image-1234" /></a></div>
</div>
<div class="pvc_clear"></div>
<p id="pvc_stats_1233" class="pvc_stats all  " data-element-id="1233" style=""><i class="pvc-stats-icon small" aria-hidden="true"><svg aria-hidden="true" focusable="false" data-prefix="far" data-icon="chart-bar" role="img" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512" class="svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x"><path fill="currentColor" d="M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z" class=""></path></svg></i> <img decoding="async" width="16" height="16" alt="Loading" src="https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/wp-content/plugins/page-views-count/ajax-loader-2x.gif" border=0 /></p>
<div class="pvc_clear"></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://piemonte.ilpopolodellafamiglia.it/2025/01/16/su-craxi-e-cio-che-fu-spazzato-via/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
